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01 Dicembre 2011 | 12:00 | SOCIETà

GANGI e il sindaco-agente immobiliare...

Giuseppe Ferrarello

I giornali nazionali lo hanno già paragonato a un novello Vittorio Sgarbi per la sua iniziativa: regalare le case del centro storico di Gangi.

Lui si schermisce e ci spiega, nel dettaglio, quali sono le differenze tra la sua idea e quella del primo cittadino di Salemi.

“Mi è capitato di ricevere richieste da parte di Gangitani che non vivono più qui e che, per via di tutte le spese da affrontare per la manutenzione degli immobili di cui sono proprietari, speravano che potesse farsene carico direttamente il Comune, acquistandole”.

Ma - si sa - in tempi di crisi, anche le casse delle amministrazioni comunali piangono e così, Giuseppe Ferrarello, sindaco di Gangi dal 2007, eletto in una lista civica, si è trasformato in “agente immobiliare”.

“Dopo averne discusso con i miei collaboratori, ho pensato che i privati potessero cedere le case al Comune per un periodo di tempo di 5 anni con l’obiettivo di venderle, proprio come fa un’agenzia immobiliare. Ovviamente, il Comune ha stipulato una convenzione con un’agenzia immobiliare di Gangi che si occupa di mostrare le case ai potenziali acquirenti. Non solo quelle che i proprietari hanno intenzione di regalare, ma anche quelle che si vendono a un prezzo irrisorio, che va dai 5mila ai 40mila euro”.

Allo stato attuale, nonostante un mercato immobiliare praticamente fermo, sono 27 le case di Gangi già assegnate: 20 tra quelle in regalo e 7 tra quelle in vendita a un prezzo irrisorio. Il sindaco, inoltre, ritiene che altre 50 case del centro storico possano seguire lo stesso percorso. Agli “acquirenti” delle case “in regalo” (sembra una contraddizione in termini, ma non lo è fino in fondo) spetta l’obbligo di ristrutturare l’immobile entro sei mesi dalla data della stipula dell’atto, oltre che - ovviamente - pagare il conto del notaio.

“In questo modo, puntiamo a riqualificare il centro storico di Gangi e il paese tutto, soprattutto in considerazione del fatto che siamo da poco entrati a far parte dell’elenco de I Borghi più belli d’Italia”.

Ma dove ha fallito Vittorio Sgarbi? E dove è riuscito Giuseppe Ferrarello? “Sgarbi non poteva regalare delle case che, invece, erano di proprietà del Comune. Per questo motivo si è inventato la storia della vendita al prezzo simbolico di un euro. E ha sfruttato la sua notorietà e le sue conoscenze per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica, ma non ha considerato tutti i vincoli che la Sovrintendenza impone a quella zona, epicentro del terremoto del Belice”. Ma oggi il critico d’arte pensa già ad altro...

Barbara Giangravè

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