Domenica | 26 Ottobre 2014 |  
 
01 Dicembre 2011 | 11:00 | SOCIETà

Trapani, la Marettimo M
ancora occupata dagli operai

Marettimo M

Venti operai della società Cantiere navale di Trapani sono saliti a bordo della petroliera Marettimo M, ferma da tre anni nel bacino perché non ancora ultimata e hanno avviato un'occupazione a oltranza.

“Finché l'amministrazione della società non offrirà un'alternativa al licenziamento collettivo che viene prospettato, non ce ne andremo”. È la posizione dei componenti del comitato spontaneo dei lavoratori in lotta, che dal 29 settembre scorso, in 36, sono in presidio permanente davanti la sede aziendale.

L'amministrazione del gruppo Satin-Cnt ha respinto le alternative proposte dalla delegazione dei lavoratori, nel corso di un incontro svoltosi negli uffici dell'azienda dove l'amministratore delegato, Giuseppe D'Angelo, ha confermato la procedura di mobilità avviata per l'intero organico del cantiere,e ha ribadito la volontà di mettere in mobilità tutti i dipendenti, nonostante una proposta alternativa avanzata all’azienda attraverso il prefetto Marilisa Magno e, sopratutto, abbia reso noto di avere ricevuto una commessa da sette milioni e mezzo di euro, da parte della Marina militare, per la costruzione di un piccolo bacino galleggiante con una portata di circa mille tonnellate di stazza.

Al rifiuto, gli operai sono entrati in azione con l'occupazione della nave.

“Abbiamo proposto l'applicazione di contratti di solidarietà o il prolungamento della cassa integrazione ordinaria che scadrà il mese prossimo, in alternativa alla mobilità di tutto il personale come invece deciso dall'amministratore - racconta Enrico Culcasi, portavoce dei 20 lavoratori che si trovano a bordo della petroliera - ma la società ha respinto ogni altra soluzione possibile”. La procedura di mobilità, avviata quasi un mese fa, nei confronti dell'intero organico composto da 58 dipendenti, è stata oggetto di confronto anche in Prefettura. “Fino a 4 giorni fa - sottolineano i lavoratori - il prefetto di Trapani, Marilisa Magno, ha ribadito la necessità di individuare alternative al licenziamento in blocco”.

Uno degli occupanti, Rosario Ballotta, ha dovuto sospendere l'azione di protesta, poiché suo padre, venuto a conoscenza della notizia dell'occupazione, è stato colpito da un infarto e si trova adesso ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Trapani.

La Marettimo M. fu commissionata alla Satin dalla società siracusana Augusta Due del gruppo Mednav di Roma. Effettuato il varo il 22 maggio 2009, la nave (136 metri di lunghezza e 26 di larghezza), doveva essere ancora ultimata all'interno, con lavori che sono proseguiti fino allo scorso agosto e sono stati infine interrotti per mancanza di fondi. La scorsa settimana, la società armatrice ha manifestato l'intenzione di trasferire la nave presso un altro cantiere per i lavori che restano ancora da effettuare a bordo.

“Ma questa nave da qua non si muove - avvertono i lavoratori che hanno avviato l'occupazione - perchè se succedesse, l'armatore dovrebbe versare al gruppo Satin-Cnt circa due milioni di euro per gli ultimi interventi effettuati dal Cantiere navale di Trapani, e ormai sappiamo che questi soldi non verrebbero utilizzati per garantire il mantenimento dei nostri posti di lavoro”.

Al momento i lavoratori compongono un'esperienza sindacale più unica che rara di autorganizzazione sindacale: rifiutano di parlare con i sindacati confederali per come hanno gestito la questione, non dando alternative, se non la prospettiva della cassa integrazione. Su 58 lavoratori che sono in cassa integrazione, 32 di loro hanno abbandonato i sindacati confederali costituendo un’altra sigla autonoma, la Failms.

Emanuele Di Cola

 
 Copyright © 2014 Sicilia On Line - la sicilia in un click - notizie in sicilia. Tutti i diritti riservati.
C.F. n.13179960151 - P.IVA n. 04933060826
Sede legale: Via Sacra Famiglia, 18 - 90146 Palermo - Cap. Soc. € 99.000,00