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30 Novembre 2011 | 15:00 | AMBIENTE

Acireale: pericolo e
vergogna sul corso principale

foto di Grazia Musumeci

L’ormai centenario “rudere” situato all’angolo tra la via Fabio e il corso Umberto, arteria principale di Acireale, presenta ormai condizioni di degrado allarmanti, oltre che pericolosissime per le persone.

La costruzione, antichissima e fatiscente ormai da secoli, si trova ancora lì, in piedi a quell’angolo di strada che non è un angolo qualsiasi ma il centro del corso principale della città, quello che dovrebbe essere elegante e affollato.

Sull’eleganza permangono dei dubbi (data la presenza di più abitazioni fatiscenti sul percorso), sull’affollamento però dubbi non ce ne sono. Il corso Umberto di Acireale è il luogo di passeggio principale e, soprattutto il sabato e la domenica, si riempie di giovani e giovanissimi, di famiglie con bambini che lo percorrono tutto più volte, passando e ripassando sotto il suddetto “rudere” continuamente.

Le condizioni di questo edificio (un tempo abitazione privata, e tutt’ora eredità indivisa tra gli eredi dei proprietari e dunque questione aperta) sono ormai al limite: l’interno non esiste più, divorato dalla vegetazione che ha cancellato tutto; tra il fogliame vivono gatti e topi e altri animali “non meglio identificati”; le pareti, infine, seppur resistenti grazie alla pietra lavica stanno lentamente cedendo...e i quattro buchi che si vedono ormai alla base ne sono un segnale evidente.

foto di Grazia Musumeci

In modo particolare un buco, grande quanto la testa di un cane, si apre poco lontano da quel che resta della porta marcia dell’edificio. Un segnale di pericolo che non si può più sottovalutare perché se quella parete dovesse crollare, finirebbe sul marciapiede e su chi vi transita in quel momento. Non facciamo come sempre, che poi si porta la ghirlanda di fiori al morto e si dice: tutto questo si poteva evitare! Si può evitare fin da subito, se l’amministrazione comunale si dà una mossa.

E non regge la scusa della “proprietà indivisa” perché il sindaco, per ragioni di sicurezza, può espropriare anche beni privati e farli demolire. E se le pratiche per l’esproprio sono già state fatte e, come si sentiva dire in giro, si sta progettando di fare in quel luogo un giardinetto o un piccolo parcheggio...che non si attenda oltre! Si prenda una decisione alla svelta!

In una terra sismica come la nostra, con il nuovo clima equatoriale e piovoso che caratterizza ormai questi anni, quel “rudere” non è più soltanto una bruttura estetica da eliminare, ma una bomba da disinnescare. Per evitare di piangere sul sangue di qualcuno.

Grazia Musumeci

 
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