Giovedì | 27 Novembre 2014 |  
 
31 Maggio 2011 | 13:30 |

L'Aglio Rosso di Nùbia

Aglio Rosso

Il centro della produzione dell’Aglio Rosso di Nùbia è localizzato nella contrada di Nùbia (chiamato anche “u paisi di l’agghi” - il paese dell’aglio), frazione del comune di Paceco (TP), anche se l’area produttiva si estende sino ai Comuni di Trapani, Erice, Marsala e Salemi.

Questa tipologia di aglio presenta una forma rotonda, leggermente schiacciata nei due poli, senza bulbi soprannumerari. Ogni bulbo presenta al suo interno dodici bulbilli, le tuniche interne sono rosse (da qui il nome “aglio rosso”) mentre quella esterna è di colore bianco.

La Facoltà di Agraria dell'Università di Palermo ha effettuato uno studio su questo prodotto mettendolo in relazione con altre varietà italiane; tale ricerca ha dimostrato come l'Aglio Rosso di Nùbia abbia un contenuto di allicina nettamente superiore alla media e che il suo sapore particolarmente intenso dipenda proprio da ciò.

È coltivato in asciutto, su terreni di medio impasto, tendenzialmente argillosi in modo da trattenere l’acqua piovana ed in rotazione con il melone, le fave e il grano duro.

Ogni ettaro coltivato garantisce una resa di circa 60-70 quintali.

La semina avviene tra novembre e dicembre, eccezionalmente anche a gennaio, a seconda delle condizioni climatiche. I bulbi si raccolgono a maggio (freschi) o all’inizio di giugno (in parte essiccati) durante le ore fresche della notte o della mattina in modo che le foglie, essendo più umide, possano essere facilmente lavorate per realizzare la tipica treccia.

La tradizione vuole che la “trizza” (così viene chiamata la treccia in dialetto) sia realizzata utilizzando 100 teste d’aglio  (i bulbi), ma ad oggi se ne confezionano anche di più piccole: da 10, 20 o 50. La treccia cambia nome a seconda della dimensione del bulbo, si chiamerà “cucchia grossa” se uguale o maggiore a 50 mm di diametro, “corrente” se sarà tra i 40-45 mm, “cucchiedda” se tra i 35-40 mm, mentre “mazzuneddu” quella con i bulbi più piccoli, ovvero tra i 20-30 mm.

CanestrelloL’Aglio Rosso di Nùbia, nel 2002, venne riconosciuto come Presìdio Slow Food. La stessa associazione, nel 2008, diede il via ad un premio annuale per il Presìdio che avrebbe dimostrato maggiore consapevolezza ambientale ed inventiva nello studio delle proprie confezioni e a vincere questa prima edizione fu proprio il Presìdio siciliano che grazie alla creatività della moglie di uno dei produttori, Rosa Gallo Piacentino, inventò un nuovo intreccio che consentì di tenere insieme solo quattro teste di aglio (oggi ne esiste una versione anche a tre teste) così da riuscire a soddisfare le esigenze moderne di consumo. Il nuovo packaging prese il nome di “Canestrello”, proprio grazie alla forma data dalle foglie dell’aglio intrecciate in modo da determinare una piccola maniglia.

Nel 2003, alcuni dei produttori di questo ortaggio e residenti a Nùbia hanno dato vita ad un’associazione avente lo scopo di valorizzare l’Aglio Rosso di Nùbia. Questi nel 2008 sono poi confluiti nel Consorzio Sikus che vede al suo interno anche altri produttori, tra cui quelli di vino, olio, miele, origano e cicerchie, tutti voltati ad una produzione di tipo biologico.

Grazie alle sue qualità, l’Aglio Rosso di Nùbia è stato inserito nella lista dei prodotti in attesa della concessione del marchio Indicazione Geografica Protetta (IGP).

 

Ornella Daricello

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Articoli correlati

 
 Copyright © 2014 Sicilia On Line - la sicilia in un click - notizie in sicilia. Tutti i diritti riservati.
C.F. n.13179960151 - P.IVA n. 04933060826
Sede legale: Via Sacra Famiglia, 18 - 90146 Palermo - Cap. Soc. € 99.000,00