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13 Febbraio 2009 | 19:36 | SCUOLA

In aumento le matricole
all'Università di Palermo

Più “matricole” e meno corsi di laurea. Sono 14.322 gli immatricolati all’Università di Palermo per l’anno accademico 2008/2009, un dato che indica un incremento del 3,7 per cento rispetto all’anno precedente (quando i nuovi iscritti furono 13.798) a dispetto della riduzione dell’11 per cento dei corsi, in tutto 165 tra triennali, specialistici e a ciclo unico. Riduzione che prelude al più consistente taglio, di un complessivo 21 per cento, che scatterà a partire dal prossimo anno accademico 2009/2010. L’incremento si ricava dai dati definitivi elaborati dal Centro universitario di calcolo ed è in controtendenza con la stima dal ministero dell’Università, che calcola in un 4,4 per cento il calo delle immatricolazioni nelle Università del Paese. “Questo dato – dice il rettore Roberto Lagalla – conferma la fiducia nel nostro Ateneo e ci impone di rispondere con rinnovato impegno, in termini di servizi e di compartecipazione attiva, alla richiesta di formazione che arriva dai giovani siciliani e dalle loro famiglie. Il fatto poi che il dato cresca nonostante la riduzione dei corsi, nel prossimo anno ancora più drastica, dimostra che la parcellizzazione dell’offerta non è un automatico moltiplicatore di interesse e che un ventaglio didattico più razionale e attento ai bisogni del territorio può rappresentare una proposta più credibile e convincente”. Ad attrarre la maggior parte degli studenti si confermano ancora una volta Lettere e Filosofia e Scienze della Formazione, l’una con 2909 iscritti al primo anno (contro i 2582 dell’anno precedente), l’altra con 2050 (contro 1992), facoltà che da sole annoverano oltre un terzo del totale delle matricole dell’Università. A Lettere, nell’anno accademico 2008/2009, è “caduto” il numero programmato in tutti i corsi triennali a eccezione di quello in Servizio sociale, mentre al suo posto è stato introdotto il test di verifica delle conoscenze iniziali. Boom di matricole per la facoltà di Economia, che con i suoi 1855 nuovi iscritti (il 30 per cento in più dell’anno precedente, quando erano 1396) diventa terza facoltà dell’Ateneo per numerosità, superando Giurisprudenza, Ingegneria, Scienze. Quest’anno a Economia i corsi sono diminuiti – da 13 a 11 – tutti come prima ad accesso libero. Incremento anche a Ingegneria dove l’offerta è “dimagrita” da 36 a 31 corsi di laurea: gli immatricolati sono passati da 1525 a 1806. Segue per numerosità la facoltà di Giurisprudenza, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente (1463 iscritti contro i 1510 dell’anno precedente), nonostante l’offerta didattica si sia sostanzialmente ridotta al corso magistrale “vecchio stile”. Il decremento di nuovi iscritti alla facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali (1440 immatricolati a fronte dei 1639 dell’anno precedente), facoltà che ha ridotto la sua offerta didattica da 32 a 27 corsi, si spiega con l’introduzione del numero chiuso al corso in Scienze biologiche, che passa da 698 a 303 neo-studenti. Sostanzialmente stabile Medicina (639 iscritti a fronte dei 597 dell’anno accademico 2007-2008), per effetto del numero programmato a livello nazionale “che – sottolinea il rettore – penalizza le richieste di oltre 3000 giovani”. Cresce Architettura con 621 iscritti contro i 516 dell’anno precedente. Drastico calo per Scienze motorie (da 929 a 456 matricole), dovuto all’introduzione del numero chiuso nell’unico corso triennale, passato da 901 a 434 nuovi iscritti. Infine, le tre facoltà meno popolose: Scienze politiche, dove è stato introdotto il test di verifica delle conoscenze iniziali e dove le matricole sono passate da 619 dell’anno scorso alle 406 di quest’anno; Agraria, salita da 254 a 351 iscritti; Farmacia, salita da 239 a 326 iscritti.
 
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