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03 Dicembre 2008 | 10:51 | SCUOLA

Laboratorio Università di Messina
approva un documento contro la riforma

L’Assemblea ordinaria dell’associazione culturale “Laboratorio Università”, riunitasi in data 24 novembre e successivamente, per autoconvocazione, in data 1° dicembre 2008, ha approvato, al termine di un prolungato e approfondito dibattito, la seguente risoluzione: “L’attuale crisi che investe l’università italiana -e con aspetti peculiari l’Ateneo messinese- si caratterizza per un profilo inedito di particolare gravità, che coinvolge drammaticamente il rapporto dell’istituzione con la pubblica opinione e alimenta orientamenti politici generali già di per sé rivolti a proporre un drastico ridimensionamento del ruolo pubblico del sistema universitario. Questa situazione determina, nei soggetti della “cittadinanza accademica”, una condizione di profondo disagio e di duplice sofferenza. Alla grave preoccupazione per i destini di un’istituzione alla quale essi hanno dedicato e dedicano il meglio delle proprie risorse personali, si accompagna la consapevolezza che tutti i “mali”, oggi impietosamente addebitati al mondo accademico, avrebbero potuto e possono tuttora essere contrastati attraverso un esercizio continuo, attento e responsabile di quell’autonomia che costituisce il segno distintivo della peculiare dimensione di docenti e di studiosi. Degenerazioni familistiche, smania di controllo dirigistico delle procedure di selezione, indecorosa proliferazione dei corsi d’insegnamento e polverizzazione tendenzialmente suicida delle sedi di ateneo sono tutti fenomeni deteriori che, in aggiunta ad altri, possono e debbono essere rimossi. L’unica strada per riuscire a non soccombere è quella – già più volte indicata da questa associazione– dell’assunzione piena di tutte le responsabilità, individuali e collettive, che l’adempimento quotidiano dei compiti istituzionali comporta. Questo generale impegno di responsabilità non può non assumere connotati particolarmente stringenti in coloro che operano negli atenei meridionali, tradizionalmente più deboli nella loro consistenza economico-finanziaria e più esposti all’atteggiamento censorio dei mezzi di comunicazione di massa. In tale quadro la condizione dell’Ateneo messinese è ancora più delicata per l’insieme di vicende non edificanti che periodicamente ne scandiscono la vita. A fronte dei più recenti eventi, appare in particolare inadeguata la risposta che il governo dell’Ateneo, nel suo complesso, ha sinora fornito, sottolineando solo i meriti legati alla gestione e assumendo un atteggiamento sostanzialmente riduttivo rispetto alle mancanze, alle deficienze e ai difetti addebitati, anche di rilevanza penale, e reiterati dai media. L’Associazione Laboratorio Università ritiene, invece, che un forte segno di discontinuità -quale potrebbe derivare da un apprezzabile atto di sensibilità istituzionale- rappresenterebbe un elemento significativo per riprendere, con maggiore forza e più serena azione, un percorso virtuoso, testimoniato dall’impegno della stragrande maggioranza degli operatori universitari, che sono in grado di raggiungere in ogni campo risultati di alta qualità. Esso potrà corrispondere, infatti, alle aspettative di molti Studenti, Funzionari e Docenti che hanno diritto di identificarsi nella propria Istituzione, senza temere improvvidi, più pesanti, crolli di credibilità. L’Associazione auspica, pertanto, che il Magnifico Rettore, proprio per l’ampio consenso che Lo ha accompagnato alla guida dell’Università, sappia interpretare, in un momento così difficile per l’Ateneo di Messina, l’alto ruolo di garanzia e di rappresentanza che riveste, rimettendo il mandato e così distinguendo la propria vicenda personale dai destini dell’Istituzione.”
 
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