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PALERMO-Assunzione definitiva obbligatoria per i tirocinanti.
E obbligatorio il ricorso al bando pubblico per le ex municipalizzate disposte a prendersi in carico alcuni stagisti.
Sono le novità principali del tanto chiacchierato progetto “In.la”(acronimo di “inserimento lavoro”), ideato e attuato dal consorzio Asi, finanziato dai ministeri al Welfare e all’Economia e a lungo additato da molti come nuova porta d’ingresso nella
galassia del precariato lavorativo a libro paga pubblico.
Proprio per quella previsione originaria nel bando, cui hanno risposto ben 34 mila disoccupati, e che aveva provocato tanti dubbi: stage di 12 mesi in aziende private(a costo zero per queste ultime, a 750 euro mensili per gli interessati) e poi solo facoltà per le stesse di assumere il 60% dei tirocinanti a tempo indeterminato.
“Abbiamo modificato quel requisito - dice ora il presidente del consorzio Asi, Alessandro Albanese - trasformando la facoltà di assumerne una parte in obbligo di assumerli tutti.
Cosa che vale sia per le aziende private che per quelle pubbliche”.
Queste ultime, contrariamente a questo era stato annunciato qualche settimana fa, rimangono dunque dentro il progetto ( ci sono l’Amia, l’Amat e l’Amg, non l’Amap).
Ma, a differenza di quanto previsto per le aziende private, non potranno limitarsi ad attingere a propria discrezione al bacino dei 34 mila aspiranti, bensì dovranno pubblicare bandi o avvisi pubblici per la selezione del personale richiesto, purché faccia parte di questo bacino.
“Queste due modifiche - dice ancora Albanese - da un lato azzerano le strumentalizzazioni di chi vedeva nel progetto “Inla ” un nuovo fronte di precariato e dall’altro risolve il problema di presunte assunzioni clientelari nelle aziende a partecipazione pubblica”.
Il processo si è intanto messo in moto.
Le prime 4 aziende private - due nel settore del commercio e due nel settore dei servizi - sono alla firma dei contratti, per l’avvio di 72 tirocinanti.
“Entro i primi 10 giorni di gennaio toccherà ad almeno altre 80-100 aziende ed entro fine gennaio avremo definito l’intero percorso” dice Albanese.
Le aziende che hanno passato lo screening sono circa 500(850 quelle che avevano presentato richiesta di adesione), per un totale di 1.400 potenziali tirocinii, contro i 900 previsti dal progetto.
“Ma se potremmo riuscire a coprire tutti le richieste - dice il presidente del’Asi - con i fondi oggi a nostra disposizione per il pagamento delle mensilità(circa 17 milioni di euro).
Alla Regione abbiamo solo chiesto di reperire i due milioni e mezzo di euro circa necessari per i 5 mila euro di bonus da versare alle aziende alla fine dei tirocinii di ogni singolo disoccupato”.
Insomma, l’operazione “In.La ” non solo non si ferma - come aveva chiesto non più tardi di un mese fa Rifondazione, paventando il rischio di pressioni e clientele a ridosso delle imminenti elezioni comunali - ma si mette in moto sotto le feste.
E garantisce lavoro stabile al termine dello stage.
Almeno così giurano i promotori: ”Le aziende firmano in tal senso un atto d’obbligo - assicura Albanese- che, se disatteso, comporterà conseguenze di natura amministrativa e penale”.
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